De' diritti dell'uomo libri VI. Ne' quali si dimostra che la più sicura custode de' medesimi nella società civile è la religione cristiana; e che però l'unico progetto utile alle presenti circostanze è di far rifiorire essa religione.
De' diritti dell'uomo libri VI. Ne' quali si dimostra che la più sicura custode de' medesimi nella società civile è la religione cristiana; e che però l'unico progetto utile alle presenti circostanze è di far rifiorire essa religione.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1791
- Autore
- Spedalieri Nicola.
- Editori
- Assisi (ma Roma, Salvioni), 1791.
- Descrizione
- Paperback
- Sovracoperta
- False
- Lingue
- Italiano
Descrizione
In-4°; XVI pp., ritratto, 448 pp.; legatura coeva in tutta pergamena rigida, tassello e titolo in oro al dorso (restauro ad una cerniera), tagli rossi. Il ritratto dell'autore inciso in rame da Pietro Leone Bombelli (1737-1809) su disegno di Giuseppe Errante (1760-1821). Buon esemplare. Prima edizione pubblicata a Roma ma sotto il falso luogo di Assisi, non avendo ottenuto piena licenza dai revisori. Lo Spedalieri, filosofo illuminista siciliano, scrisse quella che è la sua opera principale in un momento nel quale in tutta l'Europa del dopo Rivoluzione Francese circolavano le idee giusfilosofiche di Locke, Hobbes, Kant, Rousseau. Partendo dalla tesi del contratto come origine della società, il suo intendimento era "provare che l'unica custode dei diritti dell'uomo nella società civile è la religione cristiana" intesa nei suoi princìpi essenziali di amore e carità verso il prossimo, contro ogni forma di dispotismo illuminato. Le sue idee democratiche e la centralità data all'uomo e all'individuo suscitarono aspre critiche da parte di tradizionalisti e cattolici ortodossi: l'opera fu proibita in Italia dalla Casa Sabauda nel 1792 e in tutte le Corti europee fino al 1860. Nonostante questo, il libro ebbe un successo straordinario, se si pensa che andarono esaurite rapidamente le 4 ristampe uscite nel giro di pochi anni con una diffusione nazionale ed europea. Mira, II 381. Moncada 2085. L'Illuminismo italiano alla Fondazione Feltrinelli n° 536.