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Davide Lazzaretti: il messia dell'Amiata. L'ultima delle "eresie" popolari agli albori del movimento operaio e contadino.

Libri antichi e moderni
Moscato Antonio.
Savelli, 1978
13,00 €
(Ghezzano, Italia)
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1978
  • Luogo di stampa
  • Roma
  • Autore
  • Moscato Antonio.
  • Editori
  • Savelli
  • Stato di conservazione
  • Molto buono
  • Condizioni
  • Usato

Descrizione

154 p. ; 18 x 11 cm. Cultura politica. Sezione antropologia, 213. Il volume racconta la vita di David Lazzaretti o Davide Lazzaretti (Arcidosso, 6 novembre 1834 – Bagnore, 18 agosto 1878) un predicatore italiano che operò nella Toscana di fine XIX secolo, particolarmente nella zona del Monte Amiata. Per il suo visionarismo e per la sua tragica fine, è stato chiamato il Cristo dell'Amiata (o profeta dell'Amiata). Al suo nome è legato quello del cosiddetto Giurisdavidismo (o Chiesa Giurisdavidica). L'attività di Lazzaretti e della sua comunità mise in allarme sia la Chiesa cattolica che lo Stato italiano: nel marzo 1878 la Chiesa cattolica, per mano del Sant'Uffizio, lo condannò come eretico, lo scomunicò e mise all'Indice i suoi scritti; ma egli proseguì la sua attività e si proclamò "Cristo Duce e Giudice", affermando di essere venuto a completare la rivelazione cristiana, in una forma di autoesaltazione non insolita nei predicatori inclini ad esigenze mistiche e ad attese religiose. Proclamandosi Re dei Re e Principe dei Principi, affermò di discendere da Davide e da Costantino, e di possedere quale fonte del suo potere la verga di Mosè, snodabile in cinque pezzi (per lui e i quattro evangelisti) e l'anello piscatorio, e che il papa non doveva più dimorare a Roma. Quando Leone XIII gli fece sequestrare la verga, fatto confermato dal Procuratore di Siena, affermò di volersi recare a Roma per riprenderla. La mattina del 18 agosto 1878, pochi mesi dopo la morte di Pio IX e l'ascesa al papato di Leone XIII, egli guidò una processione che dal Monte Labbro, ribattezzato monte Labaro, scese verso Arcidosso. Ad attenderli vi era però una pattuglia di carabinieri e un militare sulla cui presenza si nutrono tuttora perplessità mai chiarite. Fu proprio questo militare, un certo Pellegrini, che colpì a morte David. Altri spari furono diretti sulla processione inerme, facendo tre morti e circa quaranta feriti. Morente, fu trasportato prima in località Croce di Cansacchi, fuori dal paese, dove i suoi seguaci lo fecero visitare da un medico, dovuto venire da Santa Fiora, poiché i medici di Arcidosso non vollero visitarlo; fu poi trasportato alle Bagnore, un villaggio nei pressi di Santa Fiora, dove morì. Brossura editoriale, coperta illustrata a colori in cartoncino flessibile plastificato lucido. Codice libreria 7513.

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