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Codex Hammurabi transscriptio et versio latina (A. Deimel). Editio tertia denuo retractata

Libri antichi e moderni
Pohl A. - Follet R.
Pontificium Institutum Biblicum, 1950
75,00 €
(Bagnone, Italia)
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1950
  • Luogo di stampa
  • Roma
  • Autore
  • Pohl A. - Follet R.
  • Editori
  • Pontificium Institutum Biblicum
  • Soggetto
  • (Epigrafia - Civiltà mesopotamica - Diritto)
  • Lingue
  • Italiano

Descrizione

In folio, pp. 58, copertina editoriale. Al dorso, qualche piccola menda, ben riparata, e una minima mancanza nella parte superiore. I bordi della copertina e delle pagine del volume si presentano arrossate, a causa del tipo di carta utilizzato. Il codice di Hammurabi è una stele in diorite, di forma cilindrica, scoperta a Susa da una missione archeologica francese (1901-1902) guidata da Jacques de Morgan e conservata al Louvre. La stele, alta 2,25 m, reca alla sommità un bassorilievo che rappresenta Shamash, dio del Sole e dio della Giustizia, mentre riceve l'omaggio di Hammurabi. Il codice, redatto in accadico, è scolpito tutt'intorno al monumento lungo trentaquattro fasce orizzontali, in caratteri cuneiformi che si leggono dall'alto in basso. Il testo si divide in tre parti: il prologo, il corpus delle leggi e l'epilogo. Dettaglio: I. Prologus. II. Leges; Introductio. De incusatore, teste et iudice. 1. De iure proprietatis. a) De furto et rapina; b) De feudiis regis; c) De agris conducendis et damnis in eis ortis; d) De ortis; e) De domibus; f) De mercatore et negotiatore; g) De copa; h) De commendatis et mutuo datis. 2. De iure familiae. a) De calumniatore; b) De contractu matrimonii eiusque solubilitate; c) De proprietate uxoris; d) De sceleribus contra bonos mores; e) De sponsaliis; f) De iure hereditatis. 3. De iure talionis. a) De lege talionis proprie dicta; b) De chirurgo, veterinario, tonsore; c) De architecto domus; d) De mercede et manupretio; e) De servis. III. Epilogus. Il codice di Hammurabi è un'opera fondamentale per la conoscenza dell'antica civiltà mesopotamica e delle forme remote del diritto, anche se ritrovamenti più recenti ne hanno diminuito l'originalità, rivelandolo una vasta opera sintetica di tradizioni coeve e precedenti, piuttosto che innovatrice.

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