Coazione a contare
Coazione a contare
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1968
- Luogo di stampa
- Roma,
- Autore
- Torricelli, Gian Pio
- Pagine
- pp. [92].
- Collana
- collana «Marcalibri / 3», a cura di Magdalo Mussio,
- Editori
- Lerici,
- Formato
- in 8°,
- Edizione
- Edizione originale.
- Soggetto
- Poesia Italiana del '900Poesia visivaLibri Illustrati e, d'Artista
- Descrizione
- cofanetto bianco con titoli e bordi neri, brossura bianca con titoli neri al piatto, bianchi al dorso,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROEdizione originale.Esemplare in ottime condizioni, da segnalare solo lacerazioni perimetrali al cofanetto fermate. Rarissimo. Internato alla fine degli anni Sessanta nel manicomio di Reggio Emilia in cui sarebbe rimasto per diverso tempo prima di essere riconsegnato al mondo senza più alcuna voglia di scrivere, il “parasurrealista” Torricelli dovrebbe essere ricordato come una delle figure più autenticamente pure e dolorosamente radicali dell’eterogeneo mondo della neoavanguardia e della sperimentazione poetica italiana. Dopo la raccolta del 1965 «Dunque cavallo» edita dalla Sampietro, «Coazione a contare» - pubblicata da Lerici all’interno della collana «Marcalibri / 3» diretta da Magdalo Mussio - si presenta come un elenco dei numeri da 1 a 5132 scritti a lettere e impressi sulle pagine come colonne ordinate e angoscianti insieme, quasi a comunicare visivamente il punto in cui la nevrosi - con le sue ossessioni e le sue coazioni - cessa di trovare rifugio nell’ordine per abbandonarsi alla follia. E in questo il volume di Torricelli - libro d’artista più che semplice libro - è anche riconoscimento della costitutiva - come recita la nota introduttiva - “estensibilità all’infinito” dell’opera letteraria e artistica e dunque della sua costitutiva impossibilità a compiersi e a darsi in una forma unica. Eppure, anche la coazione, la ricaduta nel già fatto o nel già noto, non è priva di senso e carica sovversiva: «Se vuoi che t’aprano, conta fino a cinquemilacentotrentadue, ma non chieder mai permesso».