Chronica di Mantua.
Chronica di Mantua.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1521
- Autore
- Equicola Mario.
- Editori
- (Mantova, Francesco Bruschi, 1521).
- Lingue
- Italiano
Descrizione
In-4°; 238 carte (ultima bianca). Legatura del '900 in tutto marocchino con fregi in oro ai piatti e al dorso ad imitazione di una legatura rinascimentale. Rare macchioline (alle carte Gv, Gvi), leggere gore al margine bianco interno alto, qualche forellino di tarlo alle prime carte. Esemplare ad ampi margini, alcune postille marginali di mano cinquecentesca. Rarissima prima edizione della prima storia della città di Mantova e della famiglia Gonzaga. Mario Caccialupi detto Equicola (c.1470-1525), ben noto umanista e scrittore, fu segretario di Isabella d'Este e poi del figlio Federico, che gli diede la commissione di scrivere una storia di Mantova con particolare attenzione alle gesta dei Gonzaga. L'edizione è stampata con grande eleganza tipografica e illustrata da un grande stemma a piena pagina al verso del titolo, da un altro stemma più piccolo e da 8 alberi genealogici a piena pagina, tutti incisi in legno. L'opera non presenta note tipografiche e quindi, salvo la data 1521 che si evince da una lettera in fondo al volume, non esistono dati certi per identificare lo stampatore. Cioni scrive che questa è “la più importante edizione del Bruschi” e Dennis Rhodes compie l’analisi bibliologia che lo conduce a confermare tale attribuzione nella sua Bibliography of Mantua, smentendo chi la attribuiva allo Zarotto. (cfr. Dizionario dei Tipografi e degli Editori Italiani). Ricordiamo tra le cc. 37 e 39 la “Tensa de Sordel & de Peyre Guilhelm en Sordel que nos es semblau” in provenzale ed in italiano (cfr. Sander), del famoso trovatore Sordello, ricordato da Dante. Tra le numerose opere di Equicola dobbiamo almeno ricordare il Libro di natura d'Amore uscito nel 1525. Sander 2584. Rhodes, A Bibliography of Mantua, II, 1507-1521, "La Bibliofilia" 58, pp. 161-167. Pescasio, Rarità bibliografiche mantovane, pp. 25-55. Dizionario dei Tipografi e degli Editori Italiani I, p. 214.