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Bacco in Toscana di Francesco Redi Con l'aggiunta del Ditirambo sull'Acqua intitolato L'ARIANNA INFERMA ed i sonetti dello stesso Autore.

Libri antichi e moderni
Redi Francesco
Presso Vincenzo Vestri, 1815
300,00 €
(Magliano Alpi, Italia)
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1815
  • Luogo di stampa
  • Prato
  • Autore
  • Redi Francesco
  • Editori
  • Presso Vincenzo Vestri
  • Soggetto
  • poesia
  • Sovracoperta
  • False
  • Copia autografata
  • False
  • Print on demand
  • False
  • Condizioni
  • Usato
  • Prima edizione
  • False

Descrizione

In 16°, (17,5x12cm), pp. 144, esemplare in barbe, legatura coeva in cartonato marezzato con segni d'uso e leggere manchevolezze , tit. al dorso . Francesco Redi (Arezzo, 18 febbraio1626-Pisa l° marzo1697) fu medico, naturalista e letterato italiano studiò a Firenzee a Pisa e lì si laureò nel 1647 in Filosofia e Medicina. Nel 1655 fece parte dell'Accademia della Crusca, in cui lavorò alacremente alla III edizione del Vocabolario. Pubblicò un gran numero di 'ricerche naturalistiche' che destarono grande interesse. Nel 1685 pubblicò un'opera letteraria che divenne celebre 'Bacco in Toscana' poema giocoso piacevolissimo, versi in lode di Bacco e dell' amata Arianna, con l'elogio dei vini in particolare quelli Toscani. Pensò poi i di comporre un secondo Ditirambo,' L'Arianna inferma' ma, nonostante il desiderio di porre fine al poema e nel contempo lodare le molte diverse acque nella maniera del vino, preso da diverse occupazioni e travagliato da innumerevoli infermità, oramai vecchio, non potè terminare l'opera prima della morte, lasciando quindi solo bozze e frammenti ' leggiadri e spiritosi pensieri' pubblicati per la prima volta nel 1809, dopo la morte, nel quale la moglie del dio malediceva il vino e faceva le lodi dell'acqua,un Ditirambo ' bisognato metterlo insieme accozzato nella miglior maniera che si è potuto, da diverse bozze minute dell'Autore' '. Nella stessa lettera a Rinaldo degli Albizi del 1688 il Redi ribadiva una esplicita preferenza per l'acqua a danno del vino '.Tutte le bevande fatte con l'acqua son buone, siccome la peggiore di tutte e la più dannosa si è quella del vino e particolarmente del vino soverchiamente generoso e potente.' e poi ancora più drastico ' e tanto la mattina, quanto la sera, beva sempre acqua, e non beva vino.' una sorta di bevitore pentito. Poema ironico e schietto di facile lettura.

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