Autoritratto (involontario) di Elena De Bosis Vivante da sue lettere. A cura di Camillo Sbarbaro [VARIANTE SENZA EDITORE]
Autoritratto (involontario) di Elena De Bosis Vivante da sue lettere. A cura di Camillo Sbarbaro [VARIANTE SENZA EDITORE]
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1963
- Luogo di stampa
- S. l. & s. n.,
- Autore
- Sbarbaro, Camillo (Curatore) - Vivante De Bosis, Elena
- Pagine
- pp. [8] 114 [4]; fuori numerazione 1 tavola con ritratto dell’autrice e 1 disegno dopo pagina 40.
- Editori
- [in fine:] impresso dalla Stamperia Valdonega, Verona,
- Formato
- in 16°,
- Edizione
- Prima edizione, emissione fuori commercio.
- Soggetto
- Narrativa Italiana del '900Poesia Italiana dell' 800
- Descrizione
- brossura muta con sovracoperta azzurro carta da zucchero editorialmente applicata di dorso,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione, emissione fuori commercio.Ottimo esemplare pregiato da bella dedica autografa di Camillo Sbarbaro «a Domenico Astengo — per ben chiudere — questo libro non mio | CS. editore | 27.1.64»; Astengo è stato uno studioso e collezionista ligure, curatore e sponsor di importanti ricerche ed edizioni sbarbariane. Oltre ai sobri segni di lettura in margine dell’Astengo, l’esemplare conserva una serie di minute varianti correttive di mano di Sbarbaro, per esempio a pagina 37, 38, 77 e sulla fascetta editoriale (conservata nella sola porzione stampata) che riporta una citazione da Angelo Barile: «Leggendo, mi veniva da [corretto in: di] pensare che tanti di noi dovremmo buttar via la penna, che in mano nostra è una zappa e qui è un rametto d’aprile». L’esemplare è stato esposto alla mostra «Camillo Sbarbaro: Immagini e documenti» e pubblicato nel relativo catalogo omonimo (Milano 1981, n. 96).Elena Vivante fu una cara amica del poeta, dedicataria a stampa dell’edizione 1948 dei «Trucioli». Dell’edizione, voluta da Sbarbaro, esistono due emissioni: questa privata fuori commercio e una di 500 esemplari numerati messa in vendita «All’Insegna del Pesce d’Oro» di Vanni Scheiwiller, che era il principale editore sbarbariano. Non comune.Angeleri e Costa, Bibliografia degli scritti di Camillo Sbarbaro, pp. 177-181