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Audacia, Ribellione, Velocita. Vite Strabilianti Dei Futuristi Italiani Giorda

Libri antichi e moderni
Giordano Bruno Guerri
Rizzoli, 2025
29,00 €
(Trebaseleghe, Italia)
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2025
  • ISBN
  • 9788817196703
  • Autore
  • Giordano Bruno Guerri
  • Editori
  • Rizzoli
  • Condizioni
  • Nuovo

Descrizione

Dettagli Libro<br><br>Sku: PZZLB122384<br>ISBN: 9788817196703<br>Titolo: Audacia, Ribellione, Velocita. Vite Strabilianti Dei Futuristi Italiani<br>Autore: Giordano Bruno Guerri<br>Editore: Rizzoli<br>Anno: 2025<br>Pagine: 348<br>Formato: Brossura<br><br>Vale per ogni avanguardia, e non può non valere più forte per l'avanguardia delle avanguardie. Fedele a questa definizione, Giordano Bruno Guerri ricostruisce l'esplosione e la dinamica di quel cataclisma totale - artistico, politico, di costume - che fu il futurismo, la più importante creazione culturale italiana dopo il Rinascimento. Lo fa partendo dal contesto, dall'Italia e dall'Europa di inizio Novecento, dal passato che i futuristi sentivano come gabbia e fardello, dal genio rivoluzionario del fondatore, Filippo Tommaso Marinetti, che raccolse attorno a sé e al suo Manifesto del 1909 le energie più vivaci dell'epoca, in Italia e nel mondo. Così, in una istantanea di gruppo degli uomini e delle donne (già, l'altra metà del futurismo) che lo seguirono, Guerri ripercorre la cangiante traiettoria umana e artistica di Boccioni, Prampolini, Balla, Depero, Benedetta Cappa Marinetti, Valentine de Saint-Point, solo per citarne alcuni, e ricostruisce il rapporto del movimento con la guerra e le donne, diverso in entrambi i casi da come comunemente si crede, l'innamoramento per la modernità, l'indole ribelle e guascona, l'adesione compatta al mito della velocità. E il legame con il fascismo, l'ambizione di rendere futurista la rivoluzione mussoliniana, ambizione destinata a fallire e a ipotecare il giudizio storico sull'avanguardia creata da Marinetti. Eppure, il futurismo riuscì a impedire che anche il regime si appiattisse nella condanna dell'arte moderna - degenerata - come accadde nella Germania di Hitler e nell'Unione Sovietica di Stalin. E oggi l'eredità del futurismo sopravvive nelle avanguardie, nelle invenzioni più contemporanee, da Internet all'Intelligenza Artificiale, nei costumi che i futuristi preconizzarono, nel modo di guardare, intendere, vivere e sopravvivere al progresso.

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