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Apologia seconda per la Serenissima Casa di Savoia in risposta alle scandalose invettive intitolate Prima, e Seconda Savoina. Nella quale si prova, ch'i Duchi di Savoia niente affatto possedono ingiustamente usurpato alla Corona di Francia.

Libri antichi e moderni
Monod Pierre
Heredi di Gio. Dominico Tarino, 1632
450,00 €

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1632
  • Luogo di stampa
  • in Torino
  • Autore
  • Monod Pierre
  • Editori
  • Heredi di Gio. Dominico Tarino
  • Soggetto
  • Piemonte, Casa Savoia, Seicentine torinesi
  • Sovracoperta
  • False
  • Copia autografata
  • False
  • Print on demand
  • False
  • Condizioni
  • Usato
  • Prima edizione
  • False

Descrizione

In-4° (190x145mm), pp. (42), 270, (10), legatura settecentesca in piena pelle marrone con titolo su tassello e ricchi fregi in oro sul dorso. Tagli rossi. Stemma sabaudo inciso al frontespizio. Testo inquadrato entro filetti tipografici. Alcuni capilettera e fregi tipografici istoriati in xilografia. Minimi aloni ad alcune pagine. Ottimo stato. Prima edizione in lingua italiana, posteriore di un anno all'originale francese, impressa da Geoffroy Dufour di Chambéry. L'opera venne stesa in risposta al pamphlet antisavoiardo Première et Seconde Savoisienne, del 1630 (cfr. Brunet, I, col. 488), in cui si accusavano i Duchi di Savoia di aver usurpato molti possedimenti dei re di Francia e si invitavano questi a diffidare dei Savoia perchè rivolti soprattutto a ingannare la Francia e ad assoggettare l’Italia. Il Monod (Bonneville, 1586-Miolans, 1644), entrato giovanissimo nella Compagnia di Gesù, nel 1628 divenne Rettore del Collegio di Torino. Entrato nelle grazie di Cristina di Francia, sposa di Vittorio Amedeo I, divenne poi il direttore spirituale del Duca, e, in alcuni suoi scritti, perorò il diritto reclamato da Carlo Emanuele I di assumere il titolo ed il trattamento regio. Scrisse poi molte opere storiche ed encomiastiche, delle quali la più nota è sicuramente l’Amedeus Pacificus (Parigi, 1616), dedicato al Duca Carlo Emanuele. Svolse inoltre delicate missioni diplomatiche tra la Corte di Francia e la Corte di Savoia, rivelando grandi doti di negoziatore, e questa carica di “consigliere del principe” lo portò a Parigi insieme col Cardinale Maurizio di Savoia per negoziare con Richelieu quello che sarebbe poi diventato il Trattato di Mirafiori. Urtatosi col Richelieu durante le trattative che si svolsero nel corso del 1631, vertenti anche sulla concessione del titolo regio, vide poi approfondirsi i contrasti in una nuova missione affidatagli nel 1636; Cristina di Savoia finì per “sacrificarlo” al risentimento francese per via della sua insistenza ed il Monod finì incarcerato nel forte di Miolans a Chambery, ove morì nel 1644. Graesse, VII, 45. Melzi, I, 76. Cfr. (edizione francese) Laroche, BBA, XXI. n. 81. Saffroy, III, 499996. Sommervogel, V, col. 1219. Dufour, p. 78. Voce 'Monod' di Raymond in Michaud, 'Biogr. universelle', XXIX, pp. 397-400 (con elenco delle sue opere); Claretta, Storici Piemontesi, pp. 62-97. De Backer-Sommervogel, col. 1220, n. 5. Chantall Grell, Les historiographes en Europe, de la fin du Moyen Âge à la Révolution, Paris, 2006, p. 50-51.

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