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Anacreonte poeta greco tradotto in rime toscane da Cidalmo Orio pastore arcade.

Libri antichi e moderni
Anacreonte (Anacreon), Catalani Francesco
Pietro Valvasense,, 1753
120,00 €
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1753
  • Luogo di stampa
  • Venezia,
  • Autore
  • Anacreonte (Anacreon), Catalani Francesco
  • Editori
  • Pietro Valvasense,
  • Soggetto
  • ANACREONTE ARCADIA LIVORNO
  • Lingue
  • Italiano

Descrizione

In 8° (16,4x11 cm); XLIV, 186 pp. Legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo ed autore manoscritti al dorso da mano coeva in elegante grafia. Ottimo esemplare. Bella vignetta animata al frontespizio con bevitore di vino. Prima edizione di questa traduzione in lingua toscana, dell’opera del grande poeta greco, Anacreonte ( Anakréon; Teo, 570 a.C. circa – 485 a.C. circa) nella versione dell’arcade livornese, Francesco Catalani che fu allievo del marchese somasco Gian Giuseppe Orsi, amico a sua volta di Ludovico Antonio Muratori. L’opera infatti è preceduta dal l’ampio carteggio intercorso tra Orsi e Catalani nel quale il marchese scrive all’amico, proprio da Modena dove era ospite del Muratori. L’opera contiene le celebri poesie di Anacreonte, componimenti dove abbondano il vino, l’amore e gli ambienti bucolici. L’opera di Anacreonte ebbe grande apprezzamento nel XVIII secolo tanto da far nascere un vero e prorpio genere letterario, conosciuto con il nome di “poesia anacreontica” grandemente utilizzato negli ambienti rococò. E’ proprio in questi ambienti che nasce questa traduzione delle opere di Anacreonte da parte di Catalani. Rif. Bibl.: Melzi, Dizionario di opera anonime o pseudonime, Tomo I, Milano, Pirola, 1848, pag. 206.

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