Amico mio carissimo. S.l.n.d. (Modena, 1831).
Amico mio carissimo. S.l.n.d. (Modena, 1831).
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Dettagli
- Autore
- Capece Minutolo Antonio.
- Soggetto
- (RISORGIMENTO - MODENA)
- Lingue
- Italiano
Descrizione
16°, br. edit. a stampa con cornicette ornam. e corona araldica xil. ai piatti, pp. 20. Lievi fioriture. Scritto anonimo e senza dati tipografici, pubblicato subito dopo la repressione dei moti del 1831. Accuse contro la demagogia dei liberali “mercadanti di libertà” ma soprattutto aspra polemica per l’eccessiva clemenza che sarebbe stata riservata ai cospiratori rinchiusi nel Forte Urbano di Castelfranco. Il carcere sarebbe stato retto da una sorta di “setta” di “antichi rivoluzionari” della quale avrebbero fatto parte il direttore ed il suo vice, il medico del penitenziario e persino l’arciprete addetto alla cura spirituale dei detenuti, definito “famoso rivoluzionario anarchista”. Non manca un esplicito richiamo allo stesso arciduca Francesco IV pur “sempre fermo ai rimedii per ogni politica infermità”. L’opuscolo è attribuito al principe di Canosa, Antonio Capece Minutolo, tra i principali esponenti del legittimismo reazionario, che dal 1830 si era trasferito da Napoli a Modena, presso la corte di Francesco IV d'Asburgo-Este e collaborava al periodico «La Voce della Verità». Cfr. Sorbelli, Opuscoli, stampe alla macchia e fogli volanti, n. 762.