Masaniello da Sorrento. Ferrante Carafa e Masaniello 1869. Galleria Civica di Arte Moderna – Torino.
Masaniello da Sorrento. Ferrante Carafa e Masaniello 1869. Galleria Civica di Arte Moderna – Torino. | Cartoline |
Masaniello da Sorrento. Ferrante Carafa e Masaniello 1869. Galleria Civica di Arte Moderna – Torino.
Masaniello da Sorrento. Ferrante Carafa e Masaniello 1869. Galleria Civica di Arte Moderna – Torino. | Cartoline |
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Dettagli
- Luogo di stampa
- Torino,
- Editore
- Fratelli Diena,
- Soggetto
- Masaniello, Ferrante Carafa, Vincenzo Marinelli
Descrizione
Cartolina d’epoca. Non viaggiata, cm 8,8×13,6. Tratta dal dipinto del pittore Vincenzo Marinelli (1820-1892). In buone condizioni.Masaniello da Sorrento protagonista della rivolta napoletana del 1547, un secolo prima della rivoluzione di Masaniello d’Amalfi<BR>Masaniello da Sorrento liberato dal carcere della Vicaria da Ferrante Carafa attraversa l’attuale piazza San Gaetano a Napoli. Sullo sfondo il campanile del complesso di San Lorenzo Maggiore e, sulla destra, le colonne dell’ex Tempio dei Dioscuri, ingresso della basilica di San Paolo Maggiore.<BR>Cartolina d’epoca del famoso dipinto di Vincenzo Marinelli, conservato alla Galleria di Arte Moderna di Torino, che la liberazione di Masaniello da Sorrento durante la rivolta antispagnola contro il provvedimento dell’Inquisizione istituito da don Pedro di Toledo l’11 maggio 1547. Insurrezione popolare che precorse di cento anni la più celebre rivolta napoletana del 1647, le cui conseguenze politiche e sociali ebbero eco in tutta Europa.<BR><BR>«Nel 1547, un altro Masaniello — Tommaso Aniello da Sorrento — guidò una grande ribellione che vide uniti popolani, borghesi, nobili e anche i cosiddetti “compagnoni”, considerati tra i primi camorristi napoletani. Con il passare del tempo, la fama di questo Masaniello di origini sorrentine si è progressivamente affievolita, fino quasi a essere dimenticata, nonostante fosse stato protagonista di una delle più clamorose insurrezioni che la capitale del Viceregno spagnolo di Napoli abbia mai conosciuto. A scatenare la rivolta fu il tentativo del viceré Don Pedro Álvarez de Toledo di introdurre a Napoli il Tribunale della Santa Inquisizione».
Anno di pubblicazione: s.d. anni ’20,